in libreria

marionettalettrice

alcune persone hanno l’hobby del bricolage, del decoupage, o di qualsiasi altra cosa che finisce con age. io ho l’hobby di infestare con la mia arcigna presenza le librerie (almeno due volte a settimana).

di matematica non ne capisco, di convenzioni sociali non ne capisco, di feste comandate non ne capisco, di come si alleva un bambino non ne capisco, ma di libri… fermate l’orologio! perché di libri ne capisco.

dicevo… sono solita appostarmi a uso falco davanti alla mia libreria preferita finché non apre. colonna sonora dell’appostamento: perfect day – lou reed.

perfect day per me ma non per il povero commesso che mi stupisce ogni volta facendomi sempre le stesse domande:

– hai bisogno d’aiuto? hai visto le novità? (novità, in testa a lui, sono quelle cacate a metà tra un romanzo rosa scritto con il culo e un film porno. l’equivalente letterario di napoleone a waterloo.)

va bene mio piccolo stolto somigliante ad una specie di john lennon indiano ma con meno fascino, il fatto che io sia uterodotata non vuol dire che tu debba consigliarmi libri (?) scritti con la merda. capisco che fai solo il tuo lavoro, ma ti informo che lo stai facendo male. ormai mi conosci fin troppo bene e lo dovresti sapere che non voglio cacamenti di cazzo mentre sono in modalità orgasmo in mezzo a tutta quella carta stampata; in quanto cliente abituale, chiedo umilmente di poter stare in tranquillità tra i libri senza che le tue domande prive di senso feriscano i miei sentimenti.

sì ragazzi, ho ancora il ciclo.

oggi comunque mi sono accorta di aver raggiunto un nuovo livello di pazzia/nerd: sapevo esattamente su quale scaffale c’era stardust di neil gaiman. godo.

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