yellow food

comunque devo raccontare una cosa della quale non vado fiera. il mio amico del cuore, che per privacy chiamerò sig. lota, mi ha fatto fare una cosa che va contro i miei principi. mi ha fatto ingerire del cibo giallo.

dovete sapere che io odio quelle due nazioni dove la gente ha il quarto di sotto della mascella a forma di manga, gli occhi tirati come quelli che si fumano le canne e la pelle color epatite.

a causa del suo ciclo maschile mensile aveva voglia di una cosa molto sex and the city: il cibo giappocinese da asporto. ecco cosa succede agli uomini che sono troppo esposti alle serie tv per femmine: diventano criptochecche (cit. mater natura). all’ingresso del locale giallo è successo più o meno questo:

zia sam: sig. lota ma che è ‘sta puzz’ i merd’?

sig. lota: non ti preoccupare è solo puzza di fogna.

per purificarmi mi sono dovuta mangiare un quarto di formaggio che stava su di un rassicurante tagliere meridionale. nel mio stomaco il formaggio ha dato ‘na capata in bocca agli spaghetti alla piastra e ha chiuso dicendo: che è? nun parl’ cchiù?

uno a zero per l’italia.

messaggio per il mio amico sig. lota: la prossima volta che vuoi mangiare giallo chiama l’altra tua amica, quella immaginaria, quella gentile con le persone. non uccidere la salute a me che già tengo mal di stomaco quando vedo la gente, mo’ mi deve venire mal di stomaco pure perché mangio giappocinese?

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