la uallera è l’ernia, che può essere reale o immaginaria. se è reale è una patologia, se è immaginaria è una patologia lo stesso però molto peggio. in realtà il termine esatto è guallara. si usa molto qui al sud per indicare la noia, il male di vivere. per esempio si può dire: ci hai abboffato la uallera; che uallera!; mi hai fatto una uallera tanta… e così via.
detto ciò, non pensate che la uallera sia una cosa negativa… anzi! tutti i grandi geni tenevano la uallera abbuffata. da uno stato uallaroso sono sempre uscite le opere d’arte.
modigliani. secondo voi perché modì ha potuto essere un grande pittore? perché la famiglia stava scapezzata a livello economico, perché soffriva di tubercolosi e perché nessuno si cagava i suoi meravigliosi quadri quando era ancora in vita. e tutte queste cose sfociarono nella uallera.
rodari. il grande gianni rodari secondo voi non teneva la uallera? certo che la teneva! lui era un bambino e si ritrovava in quel corpo di persona adulta, e questo gli provocava uallerite a ore 12. a ore 21 e a ore 18.
nash. così la elaborava john nash la teoria dei giochi? così lo pigliava il premio nobel per l’economia? il povero nash teneva un poco di uallera schizofrenica, grazie alla quale ebbe delle intuizioni geniali.
marziano. per diventare grandi filosofi di strada come gianfranco marziano bisogna per forza soffrire di uallera a tracolla; infatti marziano si guarda intorno, vede la gente di merda che lo circonda, vede che abita a mercatello e gli scende la uallera.
adesso ditemi se siete ancora convinti che la uallera sia una cosa controproducente. a me non mi pare proprio.