flex

La flessibilità è il concetto in base al quale un lavoratore non rimane costantemente al proprio posto di lavoro a tempo indeterminato, ma muta più volte, nell’arco della propria vita, l’attività occupazionale e/o il datore di lavoro. (fonte: Wikipedia)

l’idea di base era quella del flex, che è il nome simpatico della smerigliatrice angolare; in pratica, si prende un flex e lo si mette là dove non batte il sole. et voilà! ecco cos’è la flessibilità.

noi giovani di oggi siamo molto flessibili. io sono talmente flessibile che posso vincere i campionati mondiali di limbo, quello con la colonna sonora disco samba.

si va a lavorare in qualsiasi condizione (vedi i camerieri con l’orzaiolo) e con qualsiasi contratto, si va a lavoro anche gratis volendo. l’importante è lavorare, pure se non ti pagano e devi andare ad abitare sotto ad un ponte.

abitare sotto un ponte ha i suoi vantaggi. ti puoi ubriacare come alla proccola senza perdere le chiavi di casa perché la tua casa (il ponte) la porta non ce l’ha; arrivato a casa ci sarà sempre qualche amico clochard e così ti sembrerà di stare perennemente in erasmus; il cielo è il tuo tetto, che detto così sembra poetico ma se piove è solo una pigna al deretano… altro che astro del ciel.

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