pollice opponibile

tischifo

le cose in primavera stanno più o meno così. essendo una soggetta prima di tutto, essendo una soggetta con l’ansia in secondo luogo, mi sveglio la mattina che già sto accisa. poi però la notte non riesco a dormire e squeto. e tutto ricomincia il mattino dopo, quando lo scunucchiamento nelle ginocchia ha la meglio su di me. in tutto ciò devo lavorare, leggere, scrivere, studiare (al porticciolo sotto al sole con annesso calo di pressione, ma non me ne fotte proprio) e uscire (ovviamente).

allora è normale che devo stare a contestazione.

quando i maschi con la verità universale in tasca sfottono l’amico sensibile che, solo perché è sensibile, deve per forza essere ricchione e deve fare outing. e voi quando lo fate l’outing che siete i fratelli del cazzo? mai? io a ‘sta gente gli vorrei ricordare che la sensibilità non è una malattia, che tu sia gay o meno. la frat’rocazzaggine invece, quella sì che è una patologia, e non si può curare manco con la meglio cellula staminale.

quando fanno al mio sindaco sottosegretario alle infrastrutture e i trasporti. mmmh! in tempi non sospetti, in un altro post che mo’ mi caco il cazzo di cercare, mi ricordo che ho scritto il fatto che mentre aspettiamo un pullman arriviamo all’età pensionabile senza manco pigliare la pensione. se aspetti quello per fisciano, non ti pigli più manco la laurea.

quando le persone vanno facendo il muro del pianto ad ogni angolo senza motivo e ci sta pure gente che le compatisce. invece a noi, che teniamo il sorriso in bocca e la uallera nel cuore, nessuno ci caca. bravi.

quando fai la curva dell’autostrada, dopo vietri, e la prima cosa che vedi è quella scarda di cesso del crescent.

quando i tuoi amici sposati ti guardano storto perché stai ancora senza prole al seguito.

quando la gente si sente musica di merda. vuoi salire a casa a vedere la mia collezione di scalpi dei fan di emma marrone? se una ha un cognome così, si fa facile l’associazione. e l’associazione non è con la cioccolata.

quando mandi un curriculum e dall’altro lato ci sta un’atmosfera da into the wild. nessuno ti risponde. ma pure un vaffanculo, fai ridere i pulleci, va’ cac’… va bene tutto! ma ogni tanto rispondete!

ecco, nel mondo dei pollici opponibili, tutte queste cose mi fanno schifo al cazzo. mo’ che mi sono sfogata mi sento meglio, penso che anche oggi quattro ore di sonno abbondante me le faccio.

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