sono sempre stato uguale. sono lungo pochi centimetri, e se fossi un essere umano starei inguaiato. tutti mi sfottevano perché non crescevo e perché ero fatto di carta. in certi anni bui le persone hanno anche provato a darmi fuoco. altri invece, oggi, mi usano per apparare un piede del tavolo più corto.
onestamente, non mi sento molto considerato.
mi ricordo ancora quando mi portarono a palinuro. in treno, usarono una piccola parte della mia faccia per fare il filtro per la canna. quindi, mo’ in pratica tengo un pezzo mancante.
a volte invece capita che mi usano per chiavare. mi tengono in mano, o in bella vista sulle ginocchia, ma senza interesse. non gli importa davvero tutto quello che tengo da dire. adesso sulla schiena mi ritrovo scritto il numero di telefono di una certa giovanna. un poco scema ma con una latteria al posto del petto.
tra la faccia strappata e la schiena tatuata, sono un vero scempio! nessuno più mi guarderà. scommetto che se dovessi approdare in un mercatino dell’usato nessuno mi cacherebbe, anche se ho un nome importante.
ho cercato, a un certo punto della mia vita, di realizzare il mio sogno di trovare un bel lavoro. ma mi hanno detto che ci sta la crisi e che io sono come la panna sul caffè… se uno sta senza soldi si piglia solo il caffè e la panna non ce la mette.
allora ho deciso di scrivere un libro sulla mia triste storia. un libro che parla di me perseguitato dalla sfiga e dalla uallera. ma non ho le mani.
sono solo un libro.