vi potrei raccontare

stasera tenevo assai voglia di pariare. adesso volevo scrivere qualcosa che faceva pariare. ma, sinceramente non mi viene in mente niente.

magari vi potrei raccontare di come il barista, che voleva fare lo splendido, ha fatto un’acrobazia con il piattino, che fa da sottotazza alla tazzina del caffè, e se l’è chiavato in faccia. (allor’ sì scem’?)

vi potrei raccontare che hanno fatto un documentario su lindo ferretti da quando era contro il sistema a quando un altro poco si fa prevt’ (comunque è ‘na cosa che fa ridere le mosche che, notoriamente, non tengono la bocca.)

vi potrei raccontare del fatto che tengo l’abbronzatura a fravecatore, perché ultimamente me ne sto andando a studiare al porticciolo con la maglia a maniche corte. sono o non sono una femmina troooooppo seCsI?! (perdete ogni speranza di chiavare, oh voi che entrate nel tunnel dell’abbronzatura a maglietta).

vi potrei raccontare del fatto che sono stata investita da un gabbiano a via irno e mi sono accappottata in una frasca con la bicicletta (un gabbiano a via irno?! questa è la ciorta della puttana).

invece mi viene in mente:

sega sega masto ciccio
‘na panella e ‘nu sasiccio

‘a panella ce la stipiamo
‘u sasiccio ce lo mangiamo.

rest in peace, nonno (vedi nonno, che pure se ancora non tengo la laurea so le lingue straniere?).

the smiths, asleep.

Lascia un commento