svenimento

che è venuta la stagione delle zanzare e dei moschilli, me ne accorgo da un fatto che succede tutti i cazzo di anni della mia vita. lo svenimento primaverile.

quest’anno però mi sono abbastanza divertita, se non fosse stato che stavo per terra svenuta tra le braccia inzevate di balboa.

se dormi mediamente quattro ore e mangi un poco a schiovere, o magari ti scordi proprio di mangiare, ti viene il calo di pressione. anche perché fa caldo e stiamo tutti sudati come alle bestie. poi calcolate pure che il mio cervello, che pesa settemila chila e mezzo (mi sto atteggiando malamente), lavora molto (perché pensa cose senza senso) e consuma energia. tutte queste cose le scrivo in silenzio, così nessuno mi sente.

in pratica, mentre stavo camminando per il locale tanto bella, SBAM! svengo all’indietro tra le braccia di balboa (meno male, aggiungerei, perché se sbattevo testa e pavimento diventavo ancora più scema). il problema è sorto quando balboa (noto per il non lavarsi), mi comincia a soffiare in faccia; un aroma di pino bruciato e pollo al curry morto invade le mie narici e io mi arripiglio all’istante alzando la testa velocemente… e, senza farlo apposta, do una capata al mio nauseabondo collega.

questo fatto che succede ogni primavera maledetta, mi ricorda che sono umana anche io. e mi ricorda che non è vero che noi giovani di oggi facciamo la ricotta (almeno non tutti). noi sbattiamo a destra e a sinistra per vedere dove fa giorno. e, sbattendo a destra e a sinistra, sbattiamo a terra.

però sai che bello se succedeva a servizio già cominciato e svenivo addosso a un cliente che tengo sul cazzo? sai che vermi che faceva? questo lo scrivo sempre in silenzio perché non lo posso dire.

cacca al re, acqua e zucchero ai popoli!

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