bersagli(eri)

ore 6.30. ovvero, troppo tardi per essere sabato notte e troppo presto per essere domenica mattina (che comunque la domenica mattina non esiste). che bell’orario di merda.

nella ridente cittadina di salerno ci stanno i bersaglieri. ma penso che lo sapete perché comunque lo sceriffministro ci ha tenuto a farlo sapere trilioni di settimane prima con la solita solfa: milioni di visitatori! soldi a murì! gente per tutte le parti! sfilate! alberghi esauriti! etc etc. (= strade chiuse, divieti di parcheggio pure nei parcheggi)

io, da brava nerd, mi ero pure informata.. ma non perché me ne fotte qualcosa dei bersaglieri, solo per sfotterli meglio. se uno è informato, può cacare meglio il cazzo a chicchessia.

ho imparato che i bersaglieri fanno parte della fanteria leggera (dove ‘leggera’ mi pare una cosa come a dire ‘pezzotta’); tengono un cappello con le piume che li rende molto somiglianti a platinette; la fanfara dei bersaglieri è l’unica ad esibirsi correndo.

io di bersaglieri ne ho visti una ventina al massimo. ogni bersagliere teneva settimila anni, e mi sono chiesta se la sfilata veramente l’hanno fatta correndo. no perché, alla loro età, correre e suonare la trombetta contemporaneamente equivale al tavuto sicuro. penso. boh.

poi ne ho visto uno che non ho capito se faceva il bersagliere o il bersaglio. pesava centomila chili.

comunque, tutti i salernitani sono stati solidali! devo dire la verità. menù del bersagliere nei ristoranti, libri dei bersaglieri nelle librerie, cappelli piumati appesi fuori al chianchiere, tricolori svolazzanti fuori ai balconi.

c’è stata anche la jastemma del bersagliere, nell’attimo in cui qualcuno ha cacciato la bandiera borbonica al posto del tricolore.

noi a salerno stamm’ annanz’.

stamm’ annanz’ i bar.

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