(questo post è liberamente arrubbato ispirato al film il favoloso mondo di amélie. se non l’avete visto siete delle bestie senza speranza.)
samélie è una ragazza peccatissima con i capelli neri, autotagliati, e un lavoro part-time in una chiavica di locale del centro di montmartre salerno pieno di gente, che definirla di merda ci stai facendo un complimentone. il cliente medio, che frequenta il locale dove samélie lavora a uso ciuccio, si pensa di essere un principe d’inghilterra, ma è solo il peggio pezzente. così, samélie, per non pensare alla gente che la circonda, si rifugia nella sua fantasia.
a samélie piace: la birra, scrivere cose che nessuno si cacherà mai, lanciare i pesconi (sassi) da sopra la spiaggia di mercatello e farli rimbalzare, affondare la mano nei lupini al mercato rionale sotto casa dove la gente allucca a uso tenore, dare le sgamette a mister lota, leggere il subcomandante marcos.
samélie si guarda intorno (scena di un paio di cani a tre teste in dissolvenza).
nel mondo di samélie, quelli che si mangiano ‘e criature usano la parola sociale associata a qualsiasi tipo di cosa. però quando si tratta di cinquanta euro, ma pure di dieci, non è più sociale. è privata.
‘ahh uagliù, non posso offrire il caffè! tengo cinquanta euro! non mi fate cambiare…’, ‘ma è la stessa cinquanta euro di tre mesi fa? è semp’ ess’?’
nel fantastico mondo di samélie, gli hipster spendono quattrocento euro per comprarsi una giacca che pare vecchia/molto usata. quando poi, bastava acalare la testa in qualche bidone della munnezza e qualcosa sicuro usciva. non sei hipster, sei scemo (scena di un paio di hipster con i buchi nelle giacche che attraversano la strada, ma un camion con la scritta a lampadine PASQUALE, li butta sotto).
nel fantasioso mondo di samélie, un sacco di gente si comporta a uso crapone delle montagne.. però con i ray ban e il taccuino in pelle nella tracolla piquadro. poi, quando questi craponi escono dagli uffici, vanno a rilassarsi facendo zumba. una disciplina a metà tra il ballo e la danza dell’accoppiamento del ragno pavone… che è una cosa che fa schifo al cazzo pure al ragno pavone (scena di due mufloni sulle montagne di fisciano).
samélie, pure è un poco mezza scema, ma di musica ne capisce abbastanza. invece di mettere yann tiersen come colonna sonora del film della sua vita, ci mette i pezzi di gianfranco marziano.
la foto di samélie la si deve alla bravura di emanuela ciliento, per gli amici emanucessa, che ha voluto riprodurre la stessa scena di amélie quando sta sopra parigi. solo che… paris ma nun è iss’, è salerno – castello arechi.
