piccoli eventi

di come si organizza un piccolo evento.

parlando con cognizione di causa, una figura fondamentale è l’organizzatore di eventi. e quando dico fondamentale, intendo che fondamentalmente non serve a un cazzo.

in genere egli, ma anche ella, fa l’organizzatore come secondo lavoro, perché come primo lavoro sta buttato davanti ai bar che si portano e ordina birra a manetta filosofeggiando su cacate che manco i filosofi più scemi hanno mai preso in considerazione.

generalmente, lui ne capisce un po’ di tutto: libri, musica, comunicazione, grafica e via discorrendo. quindi, dato che ne capisce di tutto, sicuramente non capisce manco il cazzo. diciamo che si spaccia per organizzatore di eventi solo perché da circa una decina di anni sta iscritto a marketing e comunicazione. ha fatto un paio di esami prendendo 18 e lode.

sì sì vagazzi, ovganizziamo! (armatevi e andate)

per fortuna, l’organizzatore, si circonda sempre di una/tre persone capaci che faranno tutto il lavoro.. perché se fosse per lui all’evento le sole presenze sarebbero quelle della fidanzata, dei compagnielli artisti e del cognato, che è talmente chiatto che pare che si è sceso un melone con tutta la busta.

se uno dei suoi collaboratori chiede ma che ne pensi se.. lui, con tono finto affaticato dirà ah no vagazzi, scavicatemi da queste cose! già tengo tvoppi cazzi pev la testa!

i cazzi per la testa sono, per l’appunto, stare davanti al bar iss’ e un’altra ventina di persone come a iss’ a pensare di organizzare eventi. e alla fine, termina sempre che uno fatica e cient’ guardano.

il compito dell’organizzatore è andare alla serata e dire vagazzi è stata duva, ma ce l’ho fatta. un altro suo compito è quello di farsi le foto tutto contento con il prosecco in mano e di postarle su facebook, così fa a vedere che l’evento è andato alla gvande.

nel frattempo, una voce dal fondo del locale, gli risponde ma va’ aiz’ ‘a merd’.

 

 

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