estate

pesce_verde

essa è giunta. simpatica come una zanzariera scassata, saporita come una fasulara andata a male, bella come un cesso fotonico.

estate.

moschilli che si schiattano sul parabrezza a uso kamikaze. zanzare che hanno vinto l’oscar per attrici non protagoniste di twilight. api cerebralmente evolute che ti danno la corsa.

scene da: amo’ io ti amo, ma mo’ è venuta ‘a staggione. scinn’m a cuoll’.

partite di pallone sulla spiaggia. uagliuni che, per fare i bellilli, fanno sforbiciate improvvisate e si scapezzano. un groviglio di mani e piedi a uso nodo da marinaio.

sette si schiaccia. uno, due, tre… e ci sta quello infamone che ti fa il solito pallonetto bastardo, tu ti meni a bagher e fai faccia e sabbia.

non capire perché le bancarelle dei meloni non stanno sulle guide michelin.

mettere la crema solare non si porta più. mo’ si porta l’olio al mallo di noce, una cosa a tipo benzina mischiata con il tritolo. tra gli effetti indesiderati ci sta scritto: potresti diventare hellboy.

discoteche all’aperto vista torrione popolate da innumerevoli case carute e sparaminpetto.

nota: lo sparaminpetto, a livello fisico, è quell’esemplare maschio che cammina tutto intostato; dato che trattiene il respiro esce una cosa a tipo petto di palumbo al posto dei pettorali. non sia mai si scorda di non respirare, sparaminpetto diventa panzadimellone.
lo sparaminpetto, a livello interiore, invece, è quello che spacca e mett’ ‘o sole… però se un caniello gli allucca appresso lo vedi che corre a uso centometrista.

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