comincio questo post con una citazione della rossa:
“Comunque io a ‘sta gente che tiene la verità in tasca vorrei vederla nella vita vera, quando si scetano la mattina presto con le ovaie che alluccano vendetta e il desiderio di uccidere il primo che sfracassa i coglioni. Ecco, vorrei vedere in quei particolari momenti che fine fa tutta questa scienza inutilmente espressa!”
sì, stiamo parlando del ciclo. quello che sta per arrivare. quello che ti porta a fare cose estreme.
il ciclo. maronna mia. quello che, già fa caldo, tu tieni diecimila gradi corporei.. stai talmente accaldata che la torcia umana quando ti vede se ne fuje. se ti mettono una bistecca sulla schiena poi dopo ti chiedono: scusa, me la fai al sangue?
quello che ti fa stare felice che dici vicino al barista mmmmmh, che ottimo caffè.. e due secondi dopo stai come un animale e glielo chiavi appresso perché oooooooh, ma è bruciato e fa schifo al cazzoooo!
quello che ti viene sempre la voglia di vedere un preciso film strappalacrime. nel mio caso, che non sono una femmina normale, faccio la maratona di harry potter e piango con i lacrimoni giganti quando silente muore.
quello che ti fa mangiare come se ti fossi fumata tutte le canne della terra e dei mondi ancora sconosciuti (praticamente hai lasciato gli alieni senza fumo). mmmmh tengo voglia di una bella frittura di pesce con il gelato a pistacchio sopra! fai certi accostamenti che se ti vede gordon ramsay ti dà la corsa con la votapesce in mano, e se ti vede alessandro borghese se ne cadono i capelli.. così la finisce di atteggiarsi a vacante invece i pensà a cucinà.
il ciclo è quello che:
– oh ma perché non rispondi mai a telefono?
– perché mi suda la faccia. e comunque che vuò?
addio.