domeniche estive

la domenica è un giorno che fa schifo, parliamoci chiaro.
per gli impiegati fa schifo perché sanno che il giorno dopo si appresenta un’altra volta la solita routine di merda, per gli operai fa schifo perché sanno che il giorno dopo alle sei già devono stare con la sfraveca in mano, per quelli che lavorano nei locali fa schifo perché devono lavorare con quaranta gradi e la camicia impurpata di sudore.
quelli che vanno un poco meglio sono i parrucchieri che il lunedì stanno chiusi e se ne vanno sull’acquascivolo, come la tradizione comanda (io il lunedì mi sono sempre immaginata le piscine piene di professionisti della chioma che arraggionano amabilmente sulle pettinature che si portano).

…e allora dio il settimo giorno si riposò. poi, da quel mattacchione qual era, pensò: ma mo’ faccio uno scherzetto e creo i ristoranti. poi dentro ci metto giovani forti, e geneticamente modificati, che possano portare pesanti cascette d’acqua e che riescano a resistere ai quaranta gradi estivi addizionati ai gradi del forno per le pizze. uhhhhh! ma che bello! lavoreranno anche di domenica! mo’ però mi faccio un quarto d’ora di sonno che ieri ho creato i cacacazzi e quelli che piangono miseria.

i camerieri rappresentano l’evoluzione del genoma umano, insieme ai muratori.
ignifughi, forti, pazienti, telepati, mutaforma (da esseri umani a camerieri, appunto), immortali fino a che non muoiono.

quando c’è una bella domenica di sole e afa africana, i gentili abitanti della provincia si riversano nella grande città (provinciale) a uso gregge di mufloni e si appresentano a trenta di loro per mangiare uno degli accoppiamenti più regali del mondo: pizza, cozze e birra (però massimo dieci euro, già dodici non vanno bene.).
grazie a loro, ho imparato che il guscio vuoto della cozza serve per sorseggiare l’acqua dell’impepata di cozze.. con annessa emissione di un suono che farebbe schifo perfino alle antiche corti francesi note per la loro zuzzimmarìa: SHHHHHLURP.
poi, ho imparato che una brava mamma cambia il pannolino al principino neonato sul tavolo dove si mangia.. lasciando il pannolino, pieno della regal merda degli angioletti, sempre sul tavolo (così dopo il cameriere, armato di guanti e pinza, prende il pannolino e glielo deve chiavare appresso).

ma che ho fatto di male io? proprio io, che mi emoziono alla scena della madeleine di proust? voi lo sapete a proust uè band’ i sciem’?

pannolini_spuorchi

metto una testimonianza visiva altrimenti pare veramente che sono cose inventate. NO, purtroppo!

Lascia un commento