beh. essendomi fatta due conti in tasca, ed avendo notato che cominciavo a parlare da sola e a dondolarmi sulla sedia fissando un punto a caso dell’universo, ho ritenuto opportuno licenziarmi dal ristorante per rincorrere i miei sogni su un unicorno zoppo.
(mo’ scrivo per un sito di viaggi che parla di paris… ma nun è iss’, sto comunque a salerno.)
sicché ora scriverò dei clienti fissi, che mi hanno fatto girare l’intestino nel corso di questa mia esperienza lavorativa, per ricordarmene qualora me l’avessa scurdà.
la vedova nera (però è bionda). una signora vecchia benestante un pochino pazza. viene sempre da sola e importuna i clienti maschi agli altri tavoli pur non conscendoli. generalmente sono sempre io che la riporto al suo tavolo. un giorno mi regalò dei sigari.. come a dire: muori presto.
law&order. una coppia di avvocati brutti come alla morte e vivi come al due di novembre. stanno sempre con le scartoffie sparse su tutto il tavolo e le guardano come se fossero carte segrete della nasa, a livello che se qualcuno si avvicina le coprono e bisbigliano tra loro. se andiamo vedendo, sono le pratiche per i sinistri (e comunque, non tengono mai una camicia stirata). ogni volta che li vedo mi viene da ridere perché me li immagino a caricatura, con il capocchione, e con lo spot tipo detersivo: facimm’ una bella lettera con un camion.
montalbano. un poliziotto a cui l’universo femminile ha negato ogni tipo di rapporto, e quindi sta sempre a problemi. se si piglia il melone sta depresso, se si piglia il dolce sta triste, se si piglia la pasta in bianco sta sulla via del non ritorno. mi verrebbe quasi da fargli un amichevole pat pat sulla spalla e dirgli: non ti preoccupare, è vero che sei un cesso atomico, ma alla fine puoi fare le multe.. è una bella cosa! però no a me.. a proposito, tengo la macchina parcheggiata qua dietro, vedi di non fare lo scemo.
thelma&louise. due milfone sessantenni, dotate di tette che possono sfamare circa trenta persone. le suddette fanno la corte a balboa. a balboa! ho detto tutto. colui il quale tiene il fiato più mefitico dell’universo conosciuto e sconosciuto. colui che con un’alzata di ascella crea una barriera a particelle subatomiche che rende inavvicinabile il ristorante.
ciao ragazzi, faccio fino a ferragosto perché sono una signora! mai abbandonerei i miei colleghi nei giorni delle luci di natale estive, dove si concentrerà una tale ondata di tamarri da farmi andare in shock anafilattico.
corri zia sam, corri! i tuoi sogni sono lì dietro l’angolo!
… e si scoprì, che avevano levato gli angoli di mezzo e che la terra era tonda.