settembre è anche scuola, o sQuola per i più ciucci.
e le mamme amorevoli, che in estate hanno fotografato i figli con tutti i costumi possibili e immaginabili, e in tutte le pose del mondo e dell’universo conosciuto, adesso devono lasciare che i loro adorati pupilli vadano incontro ad un altro anno scolastico. e quindi amorevolmente, quando arriva settembre, scrivono su facebook: afammoooooooooooocc’! finalmente se ne vanno affancul’ a scol’! yeeeeeee.
l’istruzione è importante!
mamma mi ricorda sempre le lagne continue e perpetue dei miei primi settembre scolastici: voglio a mammaaaaaaa, non voglio andareeee.. etc etc. una vera e propria sconfitta per le mie maestre, soprattutto per quella di matematica perché come schifavo la matematica io penso poca gente nel mondo.
e quella bambina stronza che faceva sempre i cartelloni e io no? alle elementari, chi ha l’organizzazione dei cartelloni detiene il potere, ci sta poco da fare. non so se adesso è uguale, ma allora era così.
poi, c’erano altre cose certo. cose materiali intendo, e se le possedevi ti portavi.
ad esempio il bicchiere pieghevole o il grembiule con il disegnino anticonformista. se tenevi il grembiule solo blu eri ‘u frat’ ro cazz’.
il primo settembre di medie fu addirittura peggio.
io ci andai con un jeans corto molto anni ’90 e senza fare la ceretta perché non mi era ancora permesso. a voi le considerazioni.
alle medie ci sono anche i primi amori. quegli amori nascosti, quelli dei baci perugina nella tasca anteriore dell’invicta a san valentino, perché se ti sgamava o mamma o nonna ti facevano un attacco a due punte con zoccolo e mattarello. quegli amori che vi vedevate solo a scuola e se, come nel mio caso, la scuola sta a portata di balcone di casa tua, non tieni scampo perché la vedetta nonna/mamma ti sgamerà e tu non uscirai mai più. hai voglia a piangere cinese.
poi arrivano i settembre liceali e sono gli anni che passano più in fretta. anche perché ti fai le canne e sfotti gli altri con il gioco del: mi prendi un chilo di tozzabancone?