no, non sono morta (vi piacerebbe). sono solo indaffarata.
tipo alla sera mi ritrovo coinvolta in frenetiche attività sociali, come ad esempio rispondere alla domanda qual è il tuo font preferito? in forum, e farmi bannare due secondi dopo perché mi sono presa la questione con un imbecille che affermava la supremazia del century gothic sugli altri font. cioè, ma fatti una cacata. times new roman forevah.
se usi un brutto font, sei una brutta persona. ormai è così che va.
è come per i vestiti. tipo quando carla gozzi e il suo galoppino dai completi improbabili dicono che orroreee! al cospetto di una bufanga con addosso shorts a righe e toppino a pois. e così va anche per i font. dimmi che font usi e ti dirò chi sei.
times new roman dice: sono una persona seria che consegna il lavoro in tempo (o anche prima), però vedi di cacare i renari perché altrimenti sono mazzate alla cecata. ecco, è un font serio e raffinato dai risvolti violenti.
il font bodoni mi fa capire che davanti tengo a uno psicolabile che, tra i vari problemi, tiene pure quello del cattivo gusto. bodoni è un font di merda che dice dài! dammi in faccia!
aharoni è il font di quelli che vanno a uomini&donne, è un cazzotto nell’occhio senza possibilità di recupero della vista. praticamente fai la fine di daredevil, solo che tu non sai combattere e il primo palo è il tuo.
calibri è un font rassicurante, tipo una nonna che ti lava i panni e ti fa le purpette. sai che sta là in attesa di coccolarti; non è che lo devi usare sempre, però sai che c’è. se provate a scrivere purpetta in calibri, avvertirete tutto il calore delle nonne del sud.
arial black è assolutamente il font dei tipi tosti, quelli tipo romanzo criminale.
– ‘a freddo, famo presto a scrive ‘sta cazzo de email.
– aspe’, sto a mette arial black… e comunque ricordate che ‘e parole so’ pericolose.
– firmate soleri!
– soleri me chiameno solo ‘e guardie!
dopo questa sfrenesiata sui font, megaddio. torno alle mie traduzioni in times new roman, perché IO VALGO (ginocchio valgo).