friday i’m in love

voglio fare un attimo un résumé delle mie disavventure emozionali nel corso degli anni; dico résumé perché così bilancio con una parola fine francese tutte le jastemme che arriveranno appresso.
sono arrivata alla conclusione che mi piglio i cristiani quando stanno nel pieno della scelleratezza mentale/ciclo mestruale continuo, po’ ci lasciamo e si stabilizzano. praticamente a uso ciorta della puttana + lanterna attirafratrocazz.

quando ero al liceo mi fidanzai con un tizio a dir poco imbarazzante, l’unica cosa buona era che teneva il motorino. era bello, ma era anche scemo con l’infisso di una finestra. non capiva le battute e si sentiva musica di merda. ci lasciammo… e diventò tipo fonzie, giubbino di pelle, happy days.

poi venne lui, il pizzaiolo. alto, carino, adipe rassicurante. ci mettemmo insieme e si fece venire la crisi esistenziale, si licenziò e passava le giornate a giocare alla play station; mi dovetti imparare a giocare a quel gioco del calcio che non so manco come si chiama, infatti spingevo a caso tutti i bottoni del controller. ci lasciammo, lui partì e mo’ lavora comunque in una pizzeria, però lavora.

e siamo alla volta di martino (nome finto). per martino ci vorrebbe un libro. egli era tipo una femmina! infatti, delicatamente, i miei amici sostenevano che “noooo, ma chist’ è ricchion’, se ver'”; effetivamente, uno che ti dice: “vedi che collo-piede che tengo! facevo danza!”… qualche dubbio mi doveva venire.

a dexter lo sapete troppo bene, il suo soprannome è “jastemma nera”.

ormai tengo una uallera che me la posso mettere a uso sciarpa.

friday i’m in love.

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