pastena in my soul

pastena è un ridente quartiere salernitano che fai fatica a lasciare. è un posto maGGico, come direbbero gli autoctoni con problemi di italiano.

è un posto dove le persone sono imparentate con gli immobili: il figlio del bar ****, la cognata del ristorante ****, etc.

è un posto dove i bambini giocano ancora a pallone dal vivo, non sulla wii, qualunque cosa essa sia.
e quel pallone se lo chiavano in faccia, e poi si vattono perché era goal o forse non lo era, ma in fondo quelle mazzate aiutano la crescita.

è un posto dove, se stai al primo piano, ci si passa le cose tramite “panaro”. nel mio caso, tramite un secchiello da mare legato un poco male ad una corda.

è un posto dove si fa il mercato, e le nonne, implacabili geni del male, vanno a contrattare il prezzo della verdura, e fanno la spesa per tutta la famiglia. le più moderne s’hann’ ‘mparat’… ed hanno acquistato il trolley da spesa.
quelli che vendono la verdura le jastemmano sempre, ma sottovoce, perché alle nonne comunque si porta rispetto.

sul muro sotto casa mia c’è scritto ti schifo, e poi sotto a questa frase, in piccolo, però ti amo. più sotto ancora, stai solo tu e non ti trovi.

pastena è come quel muro, piena di contraddizioni e brutale. ma chi è di pastena, non se la scorda pastena, come dice marziano.

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