inviti estivi

l’estate già fa schifo per tutta una serie di motivi, a parere di scrive, evidenti (sudore, zanzare, insonnia cronica, ansia, sfoggio di abiti circensi da parte di mamme di famiglia, piedi di porco con gli zatteroni), ma la cosa più terribile è che d’estate ogni giorno ti ritrovi centinaia di inviti che appestano facebook.

vi capita mai l’insofferenza 2.0? l’insofferenza 2.0 è quando ti danno fastidio pure le notifiche di facebook; è quando, quella che primi percepivi come simpatica e tenera mancanza di cervello da parte di alcuni utenti, ora ti appare come un urlo del tuo inconscio che chiaramente dice: da’ loro una seggiata nei denti, o arret’ i rin.

tizio ti ha invitato per la performance di piante arrepecchiate appese in faccia al muro, espressione della mummificazione che oggi dilaga tra le menti dei giovani.

caio ti ha invitato alla mostra fotografica di persone messe di spalle che scrutano l’orizzonte senza motivo giù a una spiaggia chien’ ‘e munnezz’, per simboleggiare la profondità dell’animo umano anche in mezzo ai rifiuti industriali.

pinco ti ha invitato alla presentazione di sculture di legno, però all’esterno è marmo, però la base è in granito, in quanto è importante il concetto di stratificazione delle masse.

pallino, fortunatamente, s’è trovat’ ‘na fatic’, ed annullato la mostra di origami immersi in un contesto post-industriale, ossia dentro al garage dello zio, che fa il meccanico, e ci tiene i pezzi di ricambio.

senza offesa per nessun talento contemporaneo, ma io già volevo fare cap’ e mur’ quando, a parigi, mi venne a mente di vedermi una mostra di lucio fontana… là dovevo mantenere un contegno, che comunque non fermò il mio cervello dalla fase rem pure se tenevo gli occhi aperti. mo’ posso tranquillamente dire: c’avit’ accis’.

quello già fa caldo.

2 pensieri su “inviti estivi

  1. Fantastico post, come sempre.
    Il passo dei soggetti di spalle che guardano l’infinito mare e la spazzatura, mi ha fatto scoppiare in un riso isterico.
    Peccato, però, fossi su un treno.
    Peccato tutti leggessero silenziosamente.
    E mi hanno guardato come si guarda un povero beota che ride all’improvviso.
    Non ho sentito neanche cosa diceva il tizio che mi stava davanti, che io avevo le cuffie con jill scott ad alto volume ed ero impegnato a pensare quanto tu sia creativa.
    Per te : jill scott – comes to the light

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