web marchetting

per lavorare nel web ci vuole creativitAHAHHAHAHHHAHHAAH. no. per lavorare nel web ci vuole sveltezza cerebrale nel fare le cosiddette “marchette”. virtuali ovviamente, fisiche non ce lo possiamo permettere, così come non ci possiamo permettere di essere vere alcolizzate poiché non ce ne sta manco uno.

la mattina le persone normali si danno il buongiorno, noi… invece…

– vedi un poco chi è muort’ oggi, facciamo un grande post. piglia ‘na foto e miett’c ‘na frase ‘ngopp’.
– mi raccomando metti il tag.
– ma è muort’.
– sì, ma la pagina ci sta. tagga. 

insomma, un lavoro da morte dentro. un lavoro per il quale vedi le persone a forma di like (e di euri).

e bisogna spendere due parole sul contenuto da scrivere in rete.
poniamo il caso che si debba scrivere un articolo su una città, tipo qualche capitale europea. la bellezza, la civiltà, i paesaggi, i monumenti, i musei. niente di tutto ciò.

– allo’ per farlo arrivare da qua a là, facciamo fare al turista il giro a luong’. perché dobbiamo mettere sette/otto link e nu par’ ‘e banner.
– ma da qua a là sono solo 100 metri..
– e vabbè, mica se ne accorge. apri un poco google maps, facciamo una cosa alla “sei e tre nove e uno dieci”. 

ovviamente, la regola basilare del web marchetting è lo scambio.

– miett’ nu par’ i like a schiovere, per confoderli. poi ricambiano. 

volevo dire una cosa a coloro i quali si fanno pagare con i “grazie”, “sei gentilissimo”, “ti devo un piacere”: fatevi piacere i soldi, poiché per colpa di quelli che fanno le cose gratis la gente pensa di poter pagare ringraziando.

noi siamo persone romantiche e all’antica. a noi ci piacciono indice e pollice che si sfregano, perché è lavoro. pare finto, ma è lavoro vero.

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