alla fine, stiamo di nuovo nell’occhio del ciclone covid con settantordicimila contagi giornalieri, tamponi che sembrano essere come diventati come un pezzo di carne ai tempi della guerra, tracciamento fallimentare dei positivi che se ne vanno girando con le mascherine a mo’ di cappellino da cerimonia alla corte della Regina Elisabetta o di prezioso girocollo incuba-peste.
e quindi dico io, ma che fine hanno fatto quelle belle zone rosse del Natale 2020? vi ricordate come stavamo belli l’anno scorso senza i cenoni? Ma soprattutto vi ricordate che bellezza e che tranquillità senza vedere i parenti?
perché uno pensa: va beh, mi sono sposata, il figlio l’ho fatto, il lavoro bene o male esce sempre, NON MI POSSONO DIRE NIENTE PROPRIO. e invece no. poveri svampiti che non siete altro.
se tieni un solo figlio: eeeeeeh ma solo uno! ma ne devi fare almeno due!!!1!111
invece di chiedersi come mai ne hai fatto solo uno (infertilità? depressione? pochi soldi? semplicemente non ne vuoi più? zero aiuti?), ti vengono a cacare il cazzo solo perché tieni le ovaie e quindi ne devi fare altri. e allora va a finire a paccheri in faccia, o a fini allusioni passivo-aggressive, che ti fanno scordare le buone maniere e rispetto verso i più viecchi di te.
se mangi un poco in più: ehhhhhh ma non te ne mangiare più, non lo vedi che ti sei fatta chiatta??1!?”11
come se ai cenoni non si trattasse di fame nervosa. più senti le cacate che dicono a tavola, più fai i tuffi a cuppetiello su qualsiasi cosa sia anche lontanamente commestibile, dimenticando che soffri di gastrite e colon irritabile e i giorni a venire saranno fatti di staffette al cesso e gastroprotettori vari.
se tuo figlio non dice la poesia: ehhhhh ma comeeee???!!!111? quello l’altro mio nipote la sa tutta quantaaaaa11!11
questi poveri bambini messi sulla sedia, in piedi, di fronte ai parenti che aspettano solo un loro passo falso, una rima sbagliata, una parola dimenticata, per far scoppiare il momento drama. e magari non gli danno manco il soldino! traumi di oggi che formano futuri pazienti di studi psicoterapeutici.
vaglielo a spiegare che tuo figlio ha iniziato a parlare solo a tre anni e mezzo, e che per la poesia e i vaffanculo ci vuole ancora un altro poco di tempo.
o così, o colì, qualcosa di sbagliato la fai sempre, e allora sbaglia fino in fondo.
prima del cenone NON TI SANIFICARE LE MANI, METTILE ADDOSSO A TUTTI QUANTI E SII IL RESPONSABILE DELLA PROSSIMA VARIANTE.
THUG LIFE.
auguri a tutt*