sabato sera domenica mattina

il titolo di questo post è geniale solo perché me lo sono spudoratamente arrubbato da sillitoe che ha scritto un libro meraviglioso intitolato sabato sera domenica mattina. quindi, dopo questo titolo stupendido, tutto ciò che segue non potrà che essere mediamente un cesso, anche perché lo scrivo io.

stasera stavo pensando che tra il sabato sera e la domenica mattina succedono sempre le stesse cose. e noi, che siamo quelli che i locali li chiudono, lo sappiamo bene.

tra il sabato sera e la domenica mattina ci sta sempre quell’attimo che si ripete a tipo loop.

l’attimo in cui quello tutto ‘mbriaco a 4 bianchi/angelo azzurro/ diavolo rosso (che i barman ancora devono arrivare a capire che purcaria è) si vuole pigliare la questione con cristo e la maronna. e, alla fine, gli amici, per non farlo abbuscare da qualcuno, lo fanno sfogare vicino a qualche saracinesca chiusa.

l’attimo in cui la zantraglia che indossa un sobrio corpetto di paillettes, che le va talmente stretto da far vedere zizza con annesso mezzo capezzolo, si vomita sul sobrio corpetto di paillettes… perché fondamentalmente uagliù, parliamoci chiaro, se ti vuoi ubriacare per bene devi pure saperlo fare.

l’attimo in cui le paninoteche vedono una cosa di soldi grazie al fatto che parecchi uagliuni stanno a fame chimica. le droghe leggere aiutano l’economia.

l’attimo in cui la zantraglia di prima, dopo essersi vomitata per cuollo, chiede all’amico mio dove sta campo dei fiori, e io rispondo sore’ campo dei fiori sta a roma, qua teniamo largo campo!

l’attimo in cui la stessa zantraglia di prima, dopo essersi vomitata per cuollo e dopo aver fatto una figura di merda, si fa carriare dall’amico mio sulla spiaggia.

l’attimo in cui la stessa zantraglia di prima torna a casa con il trucco squagliato, il corpetto vomitato, una figura di merda azzeccata e un’inconstintente chiavata che comunque non ricorderà mai.

l’attimo in cui io, essendo abitudinaria e monotematica, mi sento i 24 grana e penso al fatto che da un sacco di tempo m’avessa accatta’ un poco di bagnoschiuma. lavarsi con lo shampoo mi fa venire in mente un fatto di gianfranco marziano: scusate ma voi siete i zincari? me ne posso venire con voi?

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