oggi, otto marzo, in ricordo della mia femminilità (mai pervenuta) ho festeggiato in questo modo:
– mi sono svegliata e mi sono menata sul pigiama tutto lo zucchero a velo della brioche da 300 chili, perché, onestament’, a chi le volete dare quelle femmine del diavolo veste prada che si contano le semente nella ciotola a paura che mettono mezzo chilo sulle recchie.
– ho lavorato, perché non sia mai che un qualsivoglia giorno della settimana una si può riposare.
– ho fatto lo sciampo al mio pesce rosso.
– ho fatto pilates e si è bloccata una spalla.
– ho mangiato sette chili di pasta con i carciofi + una provola sana + un sobrio MALLONE (quel fatto made in ‘a casa ra nonn’ con patate e broccoli).
– ho gonfiato le ruote della bici perché notavo che mi veniva l’affanno, poi però ho capito che non era perché le ruote erano sgonfie.
– mi sono fatta lo sciampo con il sapone intimo perché mi sono scordata di prendere il prodotto adatto.
– mi sono mangiata le unghie perché tenevo ancora fame.
– per appagare i miei ormoni mi sono vista van helsing, perché ci sta hugh jackman con il giaccone di pelle.
– mi sono fatta la ceretta perché sembravo troppo anni ’70.
voi che avete fatto? avete scritto su facebook che oggi la femmina non deve festeggiare perché siamo donne sempre/perché ricordiamo le femmine morte in fabbrica/perché siete superiori a certe cose? e allora state a posto.
siamo donne, oltre alle gambe c’è di più. ‘a uallera per esempio.
Fantastico!