perché a me?

cari dèi, quando noi diciamo che vorremmo avere un po’ di pene, non intendiamo le tribolazioni. io mo’ nella mia vita che ho fatto di male? cioè, fatico come a una ciuccia, e fatico come a una ciuccia, e questo è.

e allora, perché a me?

stavo aspettando il mio amico ricchione per prendere il caffè, e per risolvere un dramma-gay, quando bell’ e buono si avvicina un tizio con giacca, camicia, cravatta di lana (ve lo giuro, di lana, non sapevo manco che le facevano), e sudore.

andonio: ciao! ti ho visto imbronciata e volevo farti sorridere un po’, io sono ANDONIO. 

– eh? …

andonio: il fatto che tu stai imbronciata è un meccanismo di difesa, io ho fatto sociologia.. mo’ sto tornando da un corso di aggiornamento..

– ma non tieni caldo?

andonio: ahahhahah, oggi me lo dicono in molti! 

– eh, perché fa caldo e tu tieni una cravatta di lana. comunque, sto aspettando un amico.. 

andonio: ah! no vabbè.. non ti volevo importunare. però voglio farti un indovinello. in pratica, c’è un passaggio a livello, e ci sono un padre e un figlio. la sbarra si abbassa e il padre muore sul colpo..

poi, non lo so uagliù, non me lo ricordo bene l’indovinello della paura dove la gente muore sotto ai passaggi a livello. so solo che, per fortuna, è arrivato il mio amico, con un sobrio: CUMPAGNA MIAAAAAAA!, e mi ha salvato.

però, prima di andarmene, ho detto ad andonio: “sei una persona inquietante, ciao“, e lui ha risposto: ” ma quello è perché non mi conosci”.. qua ci voleva la celebre frase: no, io a quelli come a te li conosco troppo bene, per questo li vado fujenn’.

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